Pensieri di un gabbiano in città

Una cara e generosa amica della nostra Associazione - Carola Carlizza - ha scritto un delizioso racconto, “Pensieri di un gabbiano in città", disponibile sia in formato cartaceo che digitale, devolvendo i proventi della vendita alla nostra associazione. Qui la presentazione presso la libreria ELI di qualche settimana fa. Dal minuto 41' qualche parola sulla Ehlers-Danlos Syndrome vascolare.

Presentazione del libro
"Pensieri di un gabbiano in città" 

 di Carola Carlizza

Un diverso, un imperfetto, un gabbiano urbanizzato che non ha perso l’attrazione per il fascino delle scogliere e del mare è la creatura che attraversa le pagine di questo racconto alla ricerca della propria identità. Nato a Roma da una famiglia che da tre generazioni si è consegnata alla città per assicurarsi una sopravvivenza senza affanni, vive discriminato dai suoi simili, inquieto e desideroso di trovare un modo di stare al mondo. Entusiasta della bellezza che lo circonda, incuriosito dalle vicende degli umani, vola da un angolo all’altro della città eterna, attento a osservare e a partecipare, quando può, dei destini degli uomini e delle donne che abitano le sue traiettorie. Chloé, Francesca, Laura, Pietro, Giuseppe e altri personaggi sono i suoi amici inconsapevoli, che non sanno di essere visti mentre sono impegnati ad attraversare la vita. Osservando i loro aspetti e i loro movimenti, spiando le loro relazioni, interpretando i linguaggi e i non detti, entra piano piano nelle loro vite e vi si affeziona. Le sue giornate diventano un viaggio tra l’umanità, tra i suoi slanci e le sue meschinità, per guardarli con occhi diversi, gli occhi di chi non ha certezze né pregiudizi ed è in cerca di qualcosa di autentico e di bello o anche solo di dare senso alle particelle del quotidiano.
 

Con il suo volo tra cielo e terra, Carola Carlizza, con ironia e sensibilità, porge la mano a chi non ha chiuso l’uscio alla scoperta e ha ancora voglia di meraviglia, per proporgli un percorso dentro l’animo umano per “andare incontro alla pioggia, lasciandosela cadere addosso e attraversandola in volo come se fosse il nemico da affrontare o un amore da abbracciare”.